MISCELLANEA

Dopo qualche mese di latitanza, per la quale chiedo personalmente venia, riparte l’attività del Centro Studi Fidal Lombardia. Ci sono dei progetti importanti ai quali si sta lavorando, ma per “rompere il ghiaccio” propongo una miscellanea di aggiornamenti ed “upload” alle iniziative già avviate, più un paio di contenuti nuovi.

  • Un’ importante novità dell’ Area Studi e Documentazione è un focus dedicato ai Comitati Regionali delle altre regioni. Molti di essi infatti hanno previsto una sezione “formazione” in cui hanno proposto, ad uso degli allenatori, materiale tecnico ed atti di convegni frutto dell’attività territoriale. La reperibilità è però resa difficoltosa: non tutte le regioni curano questa sezione, non tutte le regioni la rendono accessibile allo stesso modo. Ho pensato quindi che fosse utile raccogliere in un unico desk (per visualizzare clicca qui / il percorso dal menu è Tecnica – Generale) i link a tutte le aree dedicate da parte dei diversi comitati.
  • Altro materiale è reperibile, sempre nella sezione Tecnica, ed è  un aggiornamento ad oggi della raccolta di Techniques (per visualizzare clicca qui), la prestigiosa rivista della USTFCCA, l’associazione degli allenatori statunitensi. Ho riproposto tutti i numeri della pubblicazione dal 2010 ad oggi: non sono scaricabili ma sono liberamente consultabili in share. Segnalo come purtroppo, contestualmente, World Athletics abbia interrotto la produzione e la diffusione di New Studies in Athletics, tuttavia potete trovare tutti gli articoli dagli anni Ottanta fino all’ultimo numero sempre nella nostra Area Tecnica, divisa per settori (velocità, mezzofondo, salti, lanci eccetera).
  • Terzo “inserto” di questa miscellanea di aggiornamenti è l’edizione 2022 dell’ Almanacco del lancio del martello (per visualizzare clicca qui). Essa è consultabile e scaricabile nel box “Il ministero del martello” e riporta lo status quo statistico della specialità al 31 dicembre 2021. L’iniziativa di raccogliere in un volume tutta la storia, italiana e mondiale, della specialità è una peculiarità di questa disciplina ed ormai siamo giunti alla quinta edizione. Attualmente consiste in un semplice pdf, ma il progetto a cui sto lavorando è quello di fare dell’ Almanacco una vera e propria pubblicazione, dando alla materia dignità editoriale nonché tipografica.
  • Infine propongo il link ad una review narrativa sul lancio del martello che ho recentemente pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica Frontiers (per visualizzare clicca qui). La letteratura sull’argomento dagli anni Ottanta viene proposta e analizzata criticamente. Questo lavoro, nato dalla collaborazione tra il sottoscritto e i  prof. Andra Macaluso, Valentina Camomilla, Elena Bergamini, Giuseppe Vannozzi, Riccardo Borzuola dell’ Università del Foro Italico, spero che dia spunti e suggestioni per una rilettura più profonda e meno “da campo” della specialità.

Concludo questo “post” di aggiornamento dell’ attività del Centro Studi della Fidal Lombardia, invitando tutti i tecnici che hanno del materiale (autoprodotto o che semplicemente vogliono segnalare e condividere con la community) ad inviarlo. Il mio indirizzo mail è gianmario.castaldi@live.it

Gian Mario Castaldi

QUESTO PICCOLO GRANDE CENTRO STUDI

di Gian Mario Castaldi

Ultime due “new entry” dell’anno nell’ Area Studi e Documentazione in quanto a contenuti. Il primo, da oggi direttamente consultabile dalla home page, è una raccolta degli ultimi dieci anni di Tecniques, la prestigiosa rivista della USTFCCA, l’associazione degli allenatori statunitensi. La seconda è l’aggiornamento a tutto il 2020 dell’ Almanacco del lancio del martello, da me personalmente curato. Quest’ultimo, un’ autentica opera omnia dal punto di vista statistico sulla disciplina, verrà pubblicato ovviamente solo dopo il 31 dicembre, ad anno solare concluso.

In occasione di queste due ultime “chicche” colgo l’occasione per ringraziare tutti i tecnici, a partire ovviamente dai responsabili di settore del CRL, che hanno contribuito alla realizzazione di questo “sito nel sito”, fornendomi prezioso materiale da divulgare. Siamo giunti infatti al termine del quadriennio ed è quindi tempo di ringraziamenti ed ovviamente anche di bilanci.

Lo slogan di questi quattro anni di esordio vuole proprio essere “questo piccolo grande Centro Studi”. Perché piccolo? Perché grande? E, soprattutto, perché
Centro Studi? Cominciamo dall’ultima domanda. Quest’Area fin dall’inizio si è proposta come un hub che raccogliesse materiale a disposizione degli allenatori di atletica leggera. Negli anni Novanta era nato lo Sportello del Tecnico, curato da Gianni Mauri, al quale io stesso già collaboravo. Era un’attività di scrittura e traduzione di articoli tecnici, da diffondere a una mailing list, che può essere vista un po’ come il lancio di un’attività davvero divulgativa da parte del settore tecnico del Comitato Regionale Lombardo. I meno giovani di noi (anzi, di voi) ricorderanno che in precedenza era già stato fondato un Centro Studi dal Comitato, di cui facevano parte nomi illustri come Antonio La Torre, Gianpiero Alberti, Nicola Silvaggi, Ettore Rizzi e lo stesso Gianni Mauri. Oggi i mezzi informatici ci consentono maggior capacità di arrivare a tutti i tecnici, lombardi e non, e con molto più materiale, quindi l’ Area Studi e Documentazione è la logica evoluzione, 2.0 come si suol dire, delle esperienze degli anni passati.

Perché grande? Innanzitutto perché quello della Lombardia è il primo Comitato Regionale che si è lanciato in una iniziativa simile, almeno in maniera così organica e con un sito interamente dedicato. Nell’ Area Studi e Documentazione sono infatti presenti tutti gli atti dei convegni tecnici da noi organizzati, sono contenute sequenze fotografiche e video (divise per specialità) che possono essere valido strumento per la didattica e l’apprendimento tecnico. Ci sono inoltre, sempre divisi per specialità o per settore, articoli tecnici a disposizione per l’approfondimento culturale degli allenatori e le recensioni dei migliori libri della storia del coaching. Inoltre sono stati sviluppati in maniera molto approfondita, alcuni temi specifici, magari anche di non intuitiva comprensione, come per esempio il progetto DNA e Sport. Poiché la mia “specialità del cuore” è il lancio del martello (e chi mi conosce lo sa) a questa disciplina ho voluto dedicare una sezione a parte (denominata “Il Ministero del martello”), dove si trovano tutti i contributi tecnici e statistici più importanti a livello mondiale. Purtroppo la pandemia mi ha impedito di realizzare un’iniziativa cui tenevo particolarmente, vale a dire un seminario di due giorni con l’allenatore e primatista del mondo del lancio del martello Yuri Sedikh. In occasione di questo seminario avremmo anche presentato il suo libro “Art and Science of hammer throw”, della cui traduzione ed edizione italiana mi sto occupando personalmente. Me ne sto occupando ancora perché sono in cuor mio convinto che a breve l’occasione di riproporre il seminario si farà.

Perché piccolo? Piccolo perché si vuole sempre “alzare l’asticella”. L’ Area Studi e Documentazione è al suo quadriennio di esordio e chi si occupa del suo sviluppo sa bene che le idee che sono state realizzate sono solo una parte di ciò che si sarebbe potuto fare. Cosa si potrà fare quindi nell’immediato futuro? Innanzitutto potenziare la banca dati di articoli tecnici e contenuti multimediali, e poi realizzare delle aree dedicate alle singole specialità. Per ciascuna di esse si potrebbero coinvolgere i tecnici di riferimento, coordinati dal responsabile di settore, per arricchire di ulteriori contributi la singola disciplina. Detta attività potrebbe dare più profondità e spessore tecnico a “questo piccolo grande Cento Studi” con l’auspicio che negli anni a venire divenga sempre meno piccolo e sempre più grande, grazie al contributo degli allenatori lombardi.

Legnano 4 dicembre 2020

Tutti i numeri di TECNIQUES

Almanacco del LANCIO DEL MARTELLO

DNA E SPORT: LA NUOVA FRONTIERA DELLA PRESTAZIONE ATLETICA

di Gian Mario Castaldi

La prestazione sportiva oggi è sempre meno frutto del caso e dell’improvvisazione. E’ invece una sorta di hub in cui convergono sempre più conoscenze, competenze e sperimentazioni di varia natura. Mezzi di indagine sempre più sofisticati e, in molti casi, risorse economiche e professionali sempre maggiori vengono messe a disposizione degli atleti e della loro equipe e non c’è dubbio che la scienza stia facendo la sua parte: nel campo della nutrizione, nel campo delle neuroscienze, nel campo dell’ analisi biomeccanica, giusto per fare qualche esempio. Una delle nuove frontiere è senz’altro quella dell’ analisi del DNA. La mappatura del genoma umano è stata ultimata ormai quindici anni fa, nel 2003, e questa tappa è stata una pietra miliare per lo studio della genetica in campo sportivo.

La nostra introduzione si propone di dare degli spunti a chi vuole addentrarsi in questa materia complessa ed affascinante al contempo e, lungi dall’addentrarsi in aspetti tecnici, si limiterà a delle considerazioni generali. In particolare devono essere considerati tre aspetti.

1) LO STUDIO DEL DNA E’ ANCORA AGLI INIZI

Gli studiosi stanno portando avanti le loro ricerche a ritmo incessante e le scoperte sono all’ ordine del giorno, ma quali sono le reali ricadute in ambito sportivo è ancora presto per capirlo. Per essere chiari, da un test del DNA non si può capire a priori se un ragazzo diventerà un campione o meno e in quale disciplina, però delle linee di tendenza e delle correlazioni tra alcune caratteristiche genetiche e la predisposizione atletica sono ormai chiare. Quindi sottoporsi a un test, operazione che, sia detto per inciso, va fatta una volta nella vita, può senz’altro costituire un valore aggiunto per la carriera di un atleta.

2) IL DNA DEL SINGOLO ATLETA NON E’ IMMUTABILE AL 100 %.  Infatti la comunità scientifica è concorde nel rigettare ciò che viene definito “determinismo genetico”; ciò significa che in parte il DNA è modificabile. In particolare immutabile è il corredo genetico, che è ereditario, mentre entro certi limiti si può intervenire nella sfera dell’epigenetica, ovvero con quelle modifiche del DNA che non intaccano la sequenza del patrimonio genetico ma che riescono comunque a modulare l’espressione dei geni associati, per esempio (ma non solo) alla crescita e alla struttura muscolare. Ci sono delle caratteristiche fisiche che è lampante siano ereditarie, come il colore degli occhi, ma su altre l’impatto dell’ allenamento è anche a livello genetico. In particolare si è visto che l’ esplosività è la flessibilità muscolare hanno una forte componente ereditaria e sono scarsamente allenabili, mentre i metabolismi aerobici e gli aspetti tecnici e tattici legati a uno sport sono maggiormente influenzabili dall’allenamento. In una posizione intermedia si pongono i metabolismi anaerobici, il VO2max e l’equilibrio.

3) IL NOSTRO DNA HA RICADUTE MOLTO AMPIE. Infatti deve essere chiaro che, al di là delle caratteristiche fisiche, il nostro DNA determina anche la nostra sfera cognitiva ed emotiva, ma è vero anche il contrario: l’epigenetica, ovvero la scienza che studia lo sviluppo, il funzionamento e l’evoluzione dei sistemi biologici, ha scoperto che esistono una moltitudine di fattori (anche di carattere ambientale e culturale) che influenzano ed operano al di fuori delle sequenze di DNA. In pratica pensieri sentimenti ed emozioni sono in grado di apportare modificazioni al progetto originario descritto nel DNA.

Se passiamo poi a considerare le caratteristiche fisiche, lo studio dei nostri geni ci dà importantissime informazioni su molti aspetti:

  • Allenabilità, intesa come entità e velocità di risposta all’allenamento
  • Intensità dell’allenamento ottimale, nel senso che alcuni atleti rispondono meglio a sedute di potenza e altri a sedute di resistenza. Voglio sottolineare che la predisposizione genetica ci dice come allenare tutte le capacità condizionali: per esempio alcuni velocisti potrebbero essere geneticamente predisposti per un allenamento estensivo delle loro qualità di sprint così come alcuni fondisti potrebbero esserlo per allenamenti intensivi delle proprie qualità di resistenza.
  • Tempi di recupero, tra le sedute o tra gli esercizi all’interno della stessa seduta, per un ottimale ripristino delle qualità fisiche e per la gestione dei DOMS
  • Predisposizione agli infortuni
  • Intolleranze e sensibilità alimentari e loro interferenze con l’allenamento e con gli stati infiammatori.

IL PROGETTO DNA & SPORT

Dopo queste note introduttive presentiamo il progetto del dott. Riccardo Longinari, che in Lombardia, e non solo, ha promosso questi concetti tramite la sua associazione “Silva Liberti 2013” e al quale abbiamo rivolto delle domande per inquadrare la materia.

 

1) Si sente molto parlare di DNA negli ambienti sportivi, ma l’approccio alla materia è timoroso, forse perché la materia è ancora “nebulosa” per molti. Allora ti chiedo: perché può essere importante un’indagine del DNA di un atleta?

 

Siamo tutti atleticamente “diversi”, e una parte di questa differenza è il risultato del nostro profilo genetico. Geneticamente, ci sono le differenze che tutti vediamo, come il colore degli occhi e dei capelli, ma ci sono anche le differenze che non “vediamo”:

  1. Il modo in cui metabolizziamo i nutrienti
  2. Il modo e la velocità con cui trattiamo-eliminiamo le tossine
  3. Il modo in cui reagiamo alle diverse tipologie di esercizio
  4. Il modo in cui interagiamo con l’ambiente

 

Dal punto di vista organizzativo la sport-genomica si concentra non sui pregiudizi legati a questo o quel metodo d’allenamento, ma sulla ipotetica risposta “individuale” ai vari tipi d’allenamento basandoci sulle informazioni ricavate dal test genetico.

 

2) All’atleta e all’allenatore quali informazioni dà? e quali invece non dà?

 

Il total genotype score (TGS) partendo dagli alleli associati alla performance di endurance o sprint/power costruisce un accelerometro assegnando percentuali da 0 a 100, dove 0 rappresenta la presenza di tutti i polimorfismi sfavorevoli e 100 la presenza di tutti i polimorfismi ottimali…indaga se l’atleta è in possesso dei profili poligenetici per disciplina sportiva in base alle sequenze associate e non alle categorie di prestazione.

Ti dice quanto e come allenarti usando il “tuo metodo” di lavoro, studia la risposta migliore al training che stai sostenendo programmando nel tempo sia il volume che l’intensità… non può dirti quale è il metodo migliore per te.

Sapere in anticipo se recuperiamo in fretta o meno, quali sono le zone del nostro corpo più a rischio quando lo spingiamo al max… mi sembra una cosa molto importante. Quanti infortuni si potrebbero evitare? …con un grande risparmio di soldi, tempo e frustrazioni psico-fisiche!!! 

 

3) La conoscenza delle caratteristiche genetiche può indirizzare la carriera e l’allenamento degli atleti?

 

Quello che devi sapere prima… cosa mi dirà il test genetico?

  • L’evidenza mostra che il modo in cui rispondiamo all’esercizio fisico è influenzato dalla genetica. Non sarà l’intera immagine da solo, ma sarà una parte dell’immagine.
  • Variazioni nel nostro profilo genetico possono aiutare a spiegare perché alcune persone vedono una risposta migliore a diversi tipi di esercizio.
  • A seguito di un programma di esercizio guidato geneticamente dal pannello DNAFIT ha mostrato fino a tre volte miglioramenti nella formazione rispetto alla formazione geneticamente non corrispondente.

Quello che devi sapere prima… cosa non dirà il test genetico?

  • Non ci sono prove che suggeriscono che conoscere il nostro profilo genetico può essere usato per dirci che tipo di sport possiamo o non possiamo essere bravi.
  • Con il test genetico non si identificano i campioni!

 

4) Da quanto tempo esistono queste metodiche? quanto sono diffuse? nelle altre nazioni le usano? chi sono le società che fanno questi esami? esistono delle banche dati? e, se sì, sono accessibili ai privati?

 

La sport-genomica è una scienza giovane, viene considerata una scienza trasversale tra la biologia molecolare e le scienze motorie. Tutto è partito con il Progetto Genoma Umano negli Stati Uniti attorno al 1990, nel 2003 fu identificato con successo la sequenza del genoma umano, nel 2008 iniziano a operare le prime aziende che offrono test “generici” direttamente al consumatore via Internet. I test genetici per lo sport sono ancora poco diffusi, possiamo dire che dal 2014-2015 sono in circolazione primi protocolli “specifici”. Vengono analizzati i campioni di DNA per una selezione delle varianti genetiche più ricercate legate alla risposta all’esercizio fisico, cercando di osservare il tutto con una visione d’insieme, dall’intensità dell’allenamento alla predisposizione agli infortuni sportivi. Il pannello DNAFIT (azienda inglese) realizzato dal genetista Keith Grimaldi e supervisore del mio progetto sperimentale, prevede un protocollo di inclusione rigoroso per valutare se un gene sarà incluso nei nostri rapporti. Ogni gene deve avere almeno 3 studi peer-review sugli esseri umani che dimostrino l’effetto, deve esserci un consenso su quell’effetto e quell’effetto deve essere modificabile attraverso un cambiamento ambientale e di stile di vita. Non ci sono banche date al momento disponibili. Il Barcellona, il Real Madrid, il Liverpool gran parte del campionato inglese di calcio è stato testato geneticamente. Il campione olimpico di salto in lungo inglese Greg Rutherford (testimonial DNAFIT) grazie al test genetico è riuscito a riprendersi dopo diversi infortuni vincendo successivamente Campionato Europeo – Mondiale e Olimpiade.

5) questi test possono farli tutti? Hanno un costo accessibile?

 

Il test genetico si fa una sola volta nella vita ed è accessibile sia dal campione olimpico che dallo sportivo della domenica. I risultati sono inseriti in un report che è uguale per tutti… il problema è a valle, serve un esperto che interpreti i dati e aiuti l’allenatore&atleta nel personalizzare meglio il training programmato. Le varie aziende che commercializzano i test fanno pagare l’analisi del profilo genetico e dopo (sono società commerciali) fanno pagare i relativi consigli, valutazioni e tabelle a costi variabili.

Il test genetico “DNA & Sport Life progetto”, ha un costo fisso (300 euro)… e copre le spese dei vari laboratori… una volta inserito i dati dei report nel Database, il progetto passa all’Associazione di Ricerca Sportiva SILVANALIBERTI2013 e qualsiasi tipo di supporto-valutazione-analisi e/o altro è gratuito.

 

Di seguito riportiamo due documenti, una serie di lucidi di presentazione del progetto ed il libro da lui scritto e di cui si può scaricare qui gratuitamente la seconda (e atutt’oggi ultima) edizione.

Presentazione del progetto

DNA & sport life (libro)

Infine questo documento, che dopo aver ripercorso e ri-spiegato quale ruolo può giocare la conoscenza del DNA dei nostri atleti analizza il ruolo di ciascun gene. E’ quindi una importantissima chiave di lettura del test.

Come leggere i test

 

LA NOSTRA ESPERIENZA

In aggiunta al materiale prodotto dal dottor Riccardo Longinari può essere d’aiuto alla comprensione dell’importanza dell’ indagine del DNA l’esperienza che ho avuto con due miei atleti, Giacomo Proserpio e Paola Castaldi, due lanciatori di martello da me allenati e che ringrazio per avermi permesso di rendere pubblica una loro fotografia così “intima” quale appunto il loro DNA.

Di ciascun atleta riporto i risultati dei profili ormonali per il training e quelli per l’ alimentazione e infine una tabella riassuntiva che compara i due atleti.

Castaldi Paola analisi training

Castaldi Paola analisi nutrigenica

Proserpio Giacomo analisi training

Proserpio Giacomo analisi nutrigenica

Confronto sinottico tra i due atleti

 

Legnano, 29 novembre 2018

Nota e presentazione del progetto lanci (Marco Mozzi, responsabile di settore)

>>> Presentazione relazione 25 marzo di Marco Mozzi

Durante il Convegno del 25 Marzo magistralmente condotto dall’amico prof. Valter Superina, ho prodotto un breve intervento, in qualità di Tecnico di Struttura regionale, di cui riassumo i punti salienti.

La progettualità di Fidal Lombardia per il Quadriennio in corso è sicuramente innovativa sul fronte della formazione rivolta ai Tecnici che lavorano con il settore giovanile, inoltre ha ampliato e potenziato le opportunità di crescita per gli Allenatori più “esperti” grazie al confronto fra gli stessi e agli allenamenti condivisi, momento di miglioramento rivolto anche agli  Atleti, i “protagonisti” del nostro mondo.

L’idea di fondo è di formare Tecnici che si avvicinino per le prime volte al movimento (in questo caso dei lanci, analogamente il concetto è valido per tutti i settori) e vadano a creare nuove realtà di lavoro.

La formazione si sviluppa attraverso la partecipazione ai CLINIC. Questo strumento è una novità assoluta e ribalta le prospettive: il Tecnico si iscrive e può portare i propri giovani atleti (fascia Ragazzi e Cadetti) interessati all’argomento sviluppato. Perciò non si tratta di un raduno a chiamata per coloro che sono già in possesso di prestazioni di “valore” se così si può intendere per questa fascia d’età! Quindi l’obiettivo è lo sviluppo di una tematica, non l’incremento delle prestazioni del singolo.

In questi momenti ai giovani atleti è offerta un’importante possibilità di lavoro insieme. Gli  Allenatori possono maturare esperienze di condivisione anche per individuare le soluzioni che tante volte ci impediscono di far provare quelle emozioni che i lanci sanno regalare.

Sono già stati realizzati 3 CLINIC (due a Vedano e uno a Como) e altri sono previsti per offrire la copertura di tutto il territorio. Le giornate di formazione sono condotte da un gruppo di Giovani Tecnici Lombardi di Lanci, nato l’anno scorso e che sta formandosi con il mio coordinamento e l’aiuto della Struttura Tecnica. Nelle diapositive si trova il piano di formazione per i tecnici del gruppo suddetto.

Per la categoria “Ragazzi” si stanno introducendo attrezzi propedeutici, sono in programma dimostrazioni di utilizzo anche in forma di “competizione” seppure non omologata dal programma FIDAL. Dischi in gomma, Turbo Jav, Martello in plastica sono attrezzi che possono essere lanciati dappertutto, al chiuso come all’aperto in sicurezza. Essi permettono la formazione completa ed il pieno arricchimento dello schema motorio del lanciare che sarà in futuro disponibile a nuove forme di assimilazione ed aggiustamento più precise verso la formazione della tecnica.

Per la categoria “Cadetti” stiamo realizzando un “Format” a livello metodologico e didattico rivolto alla scoperta dei 4 lanci che supera le anacronistiche scalette didattiche. Durante i Clinic approfondiremo questo concetto. Un raduno residenziale a convocazione sarà previsto a inizio Luglio.

Si chiude il primo step della progettualità denominata “Formazione/Informazione”.

 

Il  secondo step connotato con il termine “Supporto” riguarda il lavoro con le Categoria “Allievi” che  rappresenta il ponte verso l’attività assoluta.

L’ultimo step è il “Sviluppo” orientato appunto dalla Categoria Junior in avanti.

Per entrambi gli step si trova la puntualizzazione degli  obiettivi all’interno della presentazione.

E’ importante andare oltre rispetto agli standardizzati concetti di miglioramento tecnico e metodologico: la nostra finalità  è di favorire i suddetti attraverso la più piena condivisione fra Tecnici. Lo stile del convegno di Superina deve permeare nel nostro modo di agire durante i raduni, nei momenti collegiali e nella quotidianità. Per esempio: individuazione di un errore tecnico dell’Atleta, discussione con il suo Allenatore e coinvolgimento di tutti i Tecnici presenti.

Noi pensiamo che l’ampliamento delle prospettive di ciascuno rappresenti la crescita di tutti.

Grazie per l’attenzione, Marco Mozzi.

Editoriale n° 2 – novembre 2018

LANCIARE E RILANCIARE

Il settore lanci storicamente è sempre stato uno dei più complessi di tutta l’atletica leggera. Innanzitutto ci sono i problemi logistici, dato che trovare spazi idonei per far lanciare gli atleti non è facile, anche perché spesso nelle strutture sportive oltre ai problemi di sicurezza ci sono quelli di convivenza con altri sport (o giochi, come il calcio). Poi c’è un problema di reclutamento, comune a tutti i settori dell’atletica, ma nei lanci particolarmente acuto, perché trovare ragazzi con i giusti indici antropometrici coniugati a forza ed esplosività adeguate non è semplice. Terzo problema è l’allenamento: lo sviluppo della tecnica richiede molti anni e la preparazione condizionale è molto varia: potenziamento a corpo libero e con sovraccarico, balzi, sprint, ostacoli, policoncorrenza sono “ingredienti” imprescindibili. Infine c’è il problema “vocazionale”: pochi allenatori si specializzano nei lanci, visti tutti i succitati problemi e visto anche che spesso il settore vive un po’ ai margini dell’atletica, se paragonato al mondo delle corse, molto più frequentato.

Questa situazione è presente in tutta Italia, anche in Lombardia, e per ovviare a questo stato delle cose abbiamo cercato di “rilanciare i lanci”, se mi consentite il gioco di parole, con una serie di iniziative e di investimenti mirati. La struttura regionale infatti prevede oltre a un responsabile di settore, Marco Mozzi, anche un referente per ogni singola disciplina ed uno per i test e le analisi biomeccaniche. Inoltre stiamo portando avanti un progetto di crescita di un gruppo di giovani tecnici, per il quale è stato stabilito un percorso ad hoc di crescita delle loro conoscenze e competenze. Questa è un’iniziativa strutturata ed organizzata su un arco temporale di alcuni anni che mira a creare nuovi allenatori dei lanci per il futuro e , già nel presente, a essere di supporto all’attività giovanile delle società sul territorio.

Qui Marco Mozzi presenta con una nota il suo progetto, a seguire ci sono i lucidi che lo illustrano in modo più particolareggiato ed infine propongo, a puro titolo di esempio, tre analisi biomeccaniche. Esse risalgono a questa estate (sono state eseguite in occasione del raduno regionale) e sono utili perché vogliono proporre un protocollo di analisi accessibile a tutti ma al contempo sufficientemente rigoroso ed attendibile per poter supportare il lavoro tecnico degli allenatori.

>>> Nota e presentazione del progetto lanci (Marco Mozzi, responsabile di settore)

>>> Analisi del lancio del disco di Ivano Saporiti e Filippo Migliano

>>> Analisi del lancio del martello di Paola Castaldi

Analisi biomeccaniche del Campionati del Mondo da Roma 1987 a Londra 2017

La IAAF ha reso disponibile sul suo sito le analisi biomeccaniche degli ultimi campionati mondiali, quelli di Londra 2017.

Poter studiare le prestazioni degli atleti con un’ analisi non solo qualitativa ma anche quantitativa dà senz’altro un valore aggiunto nella comprensione del gesto tecnico e della ricerca della performance. L’uso delle moderne strumentazioni, più sofisticate e precise, ci restituisce dati più attendibili e meno approssimati che in passato. Ciò nondimeno anche gli studi più datati sono interessantissimi e proprio per questo ripropongo le analisi biomeccaniche prodotte dalla IAAF di altre edizioni dei campionati mondiali, così che si possa vedere l’evoluzione dei metodi di indagine e soprattutto le tendenze tecniche nelle varie specialità. Di seguito pertanto uno studio per ogni decennio e in particolare:

Campionati Mondiali Roma 1987

Campionati Mondiali Atene 1997

Campionati Mondiali Osaka 2007

Campionati Mondiali Londra 2017
UOMINI

DONNE